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Preadamiti
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I mwawpreadamiti sono i sostenitori del mwbapreadamitismo (o mwbqpreadamismo) - letteralmente "prima di Adamo" - una teoria anticipatrice del mwbgpoligenismo che sostiene che dall'analisi della Bibbia si possa dedurre che prima ancora di Adamo esistessero simultaneamente molte coppie umane.cite-ref-1[1]
Già prima che Isaac La Peyrère ne asserisse il fondamento biblico, la teoria della nascita indipendente di diverse coppie umane aveva avuto precursori nell'imperatore mwdaGiuliano l'apostata, in mwdqParacelso, mwdgLa Mothe Le Vayer e mwdwGiordano Bruno. cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]
Contents
• Storia
• Note
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Origine del nome "preadamiti"
Il termine "preadamiti" si trova usato per la prima volta nel mwgw1655 da mwhaIsaac La Peyrère (1596-1670) nella sua opera mwhqPraeadamitae sive Exercitatio super Versibus duodecimo, decimotertio, et decimoquarto, capitis quinti Epistulae D. Pauli ad Romanos, quibus inducuntur Primi Homines ante Adamum conditi [I preadamiti, ovvero Esercitazione sui versetti dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo del capitolo quinto dell'Epistola ai Romani del divino Paolo, versetti nei quali si introducono i primi uomini creati prima di Adamo]. cite-ref-4[4] Quest'opera fu pubblicata anonima senza indicazioni di luogo ed editore, in realtà ad Amsterdam.
In base all'esegesi dei versetti 12-14 del quinto capitolo dellmwiw'mwjamwjqEpistola ai Romani l'opera poneva il problema dell'origine della specie umana risolvendolo nel senso che l'umanità non discendesse direttamente da Adamo e che quindi non fosse erede del peccato originale e che non vi fosse un unico centro d'origine di tutta l'umanità così come faceva anche supporre l'esistenza dei nuovi popoli americani che non risultavano citati nella Bibbia.
Storia
Sviluppi iniziali
Nell'antichità era molto diffusa l'idea che il mondo e l'umanità fossero sempre esistiti o almeno fossero antichissimi. Il primo dibattito conosciuto sull'antichità dell'umanità ebbe luogo tra mwkqTeofilo di Antiochia e un mwkgpagano mwkwegiziano di nome Apollonio, che affermava che il mondo fosse vecchio di 153.075 anni.cite-ref-5[5] Stime di questo genere erano frequenti nella letteratura greca e romana.
mwmqAgostino di Ippona dedicò due capitoli del suo libro mwmgmwmwLa città di Dio al dibattito tra cristiani e pagani sull'origine dell'uomo: il capitolo 10 del libro XII è intitolato "Si esamina l'opinione di coloro i quali ritengono che il genere umano come il mondo siano sempre esistiti", mentre nel libro XVIII, il capitolo 40 è dedicato alla "Menzognera presunzione degli Egiziani che attribuiscono all'antichità della propria cultura centomila anni". Come indicato dai titoli, Agostino riteneva le idee pagane sulla storia e la cronologia del mondo e della razza umana completamente assurde e incompatibili con la verità rivelata, secondo la quale l'esistenza dell'uomo non aveva ancora seimila anni. La posizione di Agostino su questi argomenti era condivisa dalla maggior parte dei mwnarabbini e dei mwnqpadri della Chiesa, che liquidavano i punti di vista del mondo antico come miti e favole che non necessitavano di ulteriori refutazioni.cite-ref-6[6]
L'esistenza di un'unica coppia di progenitori fu negata dall'mwowimperatore romano mwpaGiuliano (360-363), che, rigettando il mwpqCristianesimo in favore della mwpgTeurgia (una forma evoluta di mwpwNeoplatonismo), accettò l'idea della creazione di molte coppie di genti originali, una posizione detta co-adamismo o adamismo multiplo.cite-ref-7[7]
Fino al XV secolo
Nel libro mwrgmwrwKuzari, scritto negli mwsaanni 1130 dal mwsqfilosofo mwsgebreo-mwswspagnolo mwtaGiuda Halevi, il re dei mwtqCazari organizza un dibattito fra tre mwtgteologi, un ebreo, un cristiano e un musulmano, per capire quale sia la vera religione. Il re chiede al mwtwrabbino se sia preoccupato dalla rivendicazione, da parte degli mwuaIndiani, di essere in possesso di artefatti e costruzioni antichi di milioni di anni; il rabbino afferma che si tratta di affermazioni senza senso, propugnate da gente senza un libro riguardo al quale "molte persone avessero la stessa opinione". In questo stesso libro Halevi attacca molte idee contenute nel libro intitolato mwuqAgricoltura mwugnabatea, composto o tradotto da mwuwIbn Wahshiyya nel mwva904: queste idee, attribuite ai mwvqSabei, affermavano l'esistenza di persone nate prima di Adamo e di genitori di Adamo, oltre che l'origine indiana di Adamo stesso; Halevi respinse queste opinioni semplicemente affermando che queste persone non conoscevano la mwvgrivelazione contenuta nella mwvwBibbia.
Illuminismo
Durante l'mwwgIlluminismo, il preadamismo fu ampiamente adottato, in opposizione alla versione biblica sulle origini degli uomini, mentre nel XIX secolo questa idea fu fatta propria dai sostenitori della razza bianca. Dal preadamismo sono sorti un certo numero di interpretazioni razziste dei primi capitoli della mwwwGenesi: alcuni teorizzatori preadamiti sostennero che mwxaCaino lasciò la propria famiglia per fondare una tribù inferiore, chiamata, a seconda dei casi, "mongoli non-bianchi", "razze nere", "bestie selvagge"; un'altra teoria voleva che Caino avesse preso moglie da una delle tribù inferiori preadamite. L'idea che il "marchio" di Caino fosse il colore nero della pelle sorse nell'Europa del XVIII secolo e fu diffuso negli Stati Uniti d'America del XIX secolo dal fondatore del mwxqmormonismo, mwxgJoseph Smith.cite-ref-8[8]
Dal XIX secolo ad oggi
Nell'Europa del XIX secolo, il mwzqpoligenismo e il preadamismo erano idee attraenti per coloro che volevano dimostrare l'inferiorità delle popolazioni non-occidentali; negli Stati Uniti, invece, furono sostenute dai razzisti, ai quali non poteva piacere l'idea di una discendenza comune tra bianchi e non-bianchi. Scrittori come Charles Caldwell, Josiah Nott e Samuel Morton rigettarono l'idea che i non-bianchi fossero discendenti di mwaqAdamo; Morton combinò il preadamismo con la misurazione del mwagcranio per costruire una teoria della differenza razziale che giustificasse lo mwawschiavismo.
Note
cite-note-11. ↑ In mwcgEnciclopedia Treccani alla voce corrispondente
cite-note-22. ↑ Vincentius Rumpf, Dissertatio critica de hominibus orbis nostri incolis specie et ortu avito inter se non differentibus, Hamburgi 1721
cite-note-33. ↑ Laszlo Toth, Existe-t-il une doctrine traditionnelle de la racemweq ?, mwegPolitica Hermetica 1988 (2), pp. 17-33.
cite-note-44. ↑ L'opera è stata tradotta in italiano, con testo latino a fronte, a cura di G. Lucchesini e P. Totaro: mwfgI preadamiti, Macerata, Quodlibet, 2004.
cite-note-55. ↑ mwggTeofilo di Antiochia, mwgwmwhaAd Autolico, iii.16.
cite-note-66. ↑ Popkin, 1992, p. 27.
cite-note-77. ↑ Giuliano, seguendo mwiwPorfirio, afferma che tutti i popoli sono stati creati con le loro specifiche fattezze e con le loro divinità etniche da un dio supremo. Cfr. il mwjaDiscorso contro i Galilei, Trad. Rostagno, Milano 1980, p.186.
cite-note-88. ↑ Haynes, 2002, p. 15.
Bibliografia
• Haynes, Stephen R. (2002). mwkwNoah's Curse: The Biblical Justification of American Slavery. New York, NY: Oxford University Press. ISBN 0-19-514279-9
• Popkin, Richard Henry (1992). mwlgThird Force in Seventeenth-Century Thought. Brill Academic Publishers. ISBN 90-04-09324-9
Voci correlate